Commercialista: Domende e Risposte

<< Torna indietro           

[Sportello Fiscale]      [Servizi e Notizie Fiscali e Normative]

Domande e Risposte

05.03.2015

Risposta ad un quesito sui rimborsi forfettari e chilometrici                                

Da qualche tempo si è manifestata l'interpretazione ministeriale sulla natura dei rimborsi chilometrici.

Prima come saprete si ritenevano rimborsi  documentati e non costituenti reddito solo quelli relativi alle trasferte fuori dal comune sede della Associazione.

Questo perchè si mutuavano le disposizioni in merito ai rimborsi spese per i lavoratori dipendenti.

Oggi si differenzia sulla base del percettore del rimborso. Se il percettore è un collaboratore ( non dipendente) sono spese documentate e quindi non entrano nel computo dei compensi (7500 euro) i costi (rimborsi chilometrici) sostenuti per raggiungere dalla propria residenza la A.S.D. o altro luogo dove esercitare l'attività se situato in un comune diverso da quello di residenza o dimora abituale..

Vedi risoluzione 38 del 11 aprile 2014

 

La risoluzione fa nascere alcune considerazioni :

 1) per i "collaboratori sportivi" la "trasferta" parte sempre dalla loro residenza ;

 2) il rimborso deve essere puntualmente documentato sulla base dei km e dell'auto utilizzata!!! ( nella nota spese va evidenziata la targa e tipo auto)

(a mio avviso la delibera del consiglio che autorizza i rimborsi dovrebbe essere per ex: " si riconosce un rimborso spese sulla base delle tariffe ACI per l'autovettura usata, con un importo massimo di € xxx al km pari a quello di una autovettura fiat punto ......"

Questo fatto potrebbe costituire un problema gestionale non indifferente !?

A mio avviso bisogna prestare attenzione nei casi in cui il rimborso è superiore a quello specifico della tabella ACI (per la vettura utilizzata) e porta a una eccedenza che potrebbe essere rilevata come rimborso forfettario quindi far superare il limite di 7500 euro.

 3) tutto questo vale solo per i collaboratori sportivi quindi per coloro (che quando percepiscono compensi) rientrano nell'ambito dell'art.67 l.M del T.U. imposte.

Per gli eventuali dipendenti o assimilati o per altri soggetti, i rimborsi spese seguono la regola generale prevista per questi soggetti.

 

Roberto Mignone

Scarica il documento dell'Agenzia delle Entrate

 


02.02.2015

Domanda

Buonasera. Avrei bisogno di sapere se si possono dare dei compensi (forfettari? a ore?) saltuari a membri del Consiglio, o di altri organi collegiali dell'Associazione per prestazioni di varia natura che hanno richiesto loro tempo. Inoltre se ad un allenatore si dovesse pagare più di 7.500? l'anno, cosa comporterebbe? Lui/lei dovrebbe inserire l'entrata in dichiarazione dei redditi, ma per l'ASD cambierebbe qualcosa? Grazie per l'attenzione, un cordiale saluto. Francesca Tollemeto
 

Risposta

Come ho già avuto occasione di evidenziare  il tema dei rimborsi forfettari, compensi, premi è complesso e per certi versi non completamente definito.

In sintesi, a mio avviso non dovrebbero essere erogati compensi  per la funzione di Presidente o consigliere questo per la norma che le cariche sociali sono a titolo gratuito.

Per contro nell'evoluzione dell'oggetto della prestazione svolte nell'esercizio diretto di attività sportive (ai fini fiscali vedi  ex. Art 67 1 comma lettera m) dovrebbero rientrare non solo le prestazioni sportive in senso stretto: (quelle di atleti, allenatori, giudici di gara ecc) ma anche quelle prestazioni di natura gestionale -amministrativa : servizio di segreteria , tenuta della contabilità  ecc e anche quelle prestazioni collegate come  la piccola  manutenzione e l'attività dei dirigenti della  associazione.

Per quanto attiene i compensi superiori ai 7500 La invito a visionare la risposta fornita ad una associazione  di Vercelli presente sul sito; anche in merito agli aspetti fiscali e contributivi.

 

IN SINTESI

ogni rimborso forfetario, premio, compenso per  prestazione svolte nell'esercizio diretto di attività sportive deve essere gestito dalla A.S.D. che agisce quale sostituto d'imposta.

L'associazione deve accertarsi nel momento in cui eroga un compenso  a quanto ammontano i compensi fino all'ora percepiti   e se questi superano i 7500 euro applicare una ritenuta a titolo d'imposta, che oltre i 28158 euro diventerà a titolo di acconto.

L'associazione a prescidere dell'entità dell'importo erogato dovrà certificare al percettore. (quest'anno entro il 28 febbraio) le somme pagate ed eventualmente le ritenute operate affinché il percettore possa inserire detti importi nella propria dichiarazione dei redditi L'associazione dovrà poi redigere il modello 770  "sostituti d'imposta" evidenziando tutte le somme corrisposte  e le ritenute eventualmente operate.

Nuovo adempimento: (vedi decreto legislativo 175/2014) Dal  2015  gli importi corrisposti nel 2014   devono essere comunicati all'agenzia delle entrate in via telematica entro il 7 marzo con la Certificazione Unica.

 

A disposizione per ogni chiarimento, invio un saluto cordiale

 

Dott. Roberto Mignone

 


24.01.2015

Domanda

C'è chi sostiene che i compensi forfettari, anche se non superano i 7.500,00 annui per persona, NON possono essere erogati a persone che NON hanno nessun tipo di lavoro. Esempio: un/una ex ginnasta che termina gli studi, non trova lavoro, si rende disponibile a collaborare in palestra per allenamenti e gare; percepisce pertanto quanto concordato con il direttivo società. Per alcuni è ritenuto motivo di contestazione da parte di eventuali controlli fiscali che considererebbero unica fonte di guadagno e quindi da "mettere in regola" in altro modo e non con l'agevolazione fiscale dei 7.500,00.
Grazie per l'attenzione.

Saluti

 

Risposta

Il suo "cè chi dice" è emblematico, su questi argomenti sono molte le voci che si sovrappongono e che quindi generano incomprensioni.

A questo bisogna aggiungere che le norme spesso non sono chiare e generano ulteriori dubbi.

Affrontiamo il problema fissando alcuni punti certi riguardo ai compensi forfettari che lei cita:.

Aspetto oggettivo: il corrispettivo erogato si riferisce prestazioni effettuate nell'esercizio di attività sportive dilettantistiche

quindi per ex prestazioni di atleti, allenatori, giudici , commissari di gara  ecc.

Aspetto soggettivo: il percettore deve essere un dilettante.

Il problema da lei sottoposto riguarda in sostanza due   aspetti:

Aspetto fiscale, a mio avviso più tranquillo, rispettati il requisito oggettivo e soggettivo si prevede una tassazione articolata dei compensi;

I redditi relativi ai compensi erogati nell'esercizio di attività sportive dilettantistiche rientrano  nella categoria dei "redditi diversi" ex art 67 lettera m T.U.I.R. ; sono esclusi da tassazione fino a 7500 euro, tassati a titolo d'imposta fino a 28.158,28 euro, oltre tale importo a titolo d'acconto.

Da questo punto di vista a mio parere in via generale , rispettati i criteri oggettivi e soggettivi sopra evidenziati, non dovremmo avere  problemi  a corrispondere compensi ad un soggetto senza lavoro.

Aspetto contributivo.

Non ci sono regole altrettanto chiare:

I compensi possono essere assoggettati ad Enpals od ad INPS.

I compensi devono essere di modesto importo. L'Enpals in una circolare determinava questo importo se ben ricordo in 3000 - 4000 euro.

I percettori dovrebbero godere di una qualche forma previdenziale  in quanto lavoratori  o pensionati, oppure essere studenti. Il dovrebbero è obbligatorio perché ogni caso va valutato singolarmente.

In conclusione a mio parere non ci sono particolari problemi dal punto di vista fiscale nel corrispondere compensi  per prestazioni effettuate nell'esercizio di attività sportive dilettantistiche a soggetti  dilettanti anche se sono "senza lavoro"; per contro esistono seri problemi dal punto di vista contributivo che devono essere attentamente valutati per singolo caso avvalendosi eventualmente dell'assistenza di un consulente del lavoro.

Per l'esempio della ginnasta, in via teorica,  fatta salva l'incertezza delle norme e le possibili conseguenze, potrebbe essere  opportuno valutare: se  la ginnasta sia alla ricerca del  lavoro corrispondente agli studi effettuati , sia iscritta al collocamento o stia facendo concorsi ecc.; e che comunque sia ragionevole ritenere che  a breve troverà il lavoro. In caso di controllo , potrebbe essere utile dimostrare che si è alla ricerca del lavoro  per il quale si è studiato e che la collaborazione con la ASD, caratterizzata da compensi modesti, è   dettata dal fatto di  utilizzare le proprie esperienze dilettantistiche per far fronte ad una necessità temporanea.

un saluto cordiale

 

Dott.Roberto Mignone

 


16.01.2015

Domanda

Un esempio tipo di "contratto" per collaborazione Istruttore/Tecnico per le seguenti casistiche:

- che sia volontario cioè che viene in palestra ad allenare completamente gratuitamente (se si può)

- che percepisca una sorta di premio solo in caso di eventuali ineccepibili risultati sportivi

- con rimborso spese forfettarie (es. 7.500,00)

- con rimborso spese viaggio (città di residenza a sede palestra)

 

Risposta

L'argomento è complesso e chiarimenti sintetici possono favorire errate interpretazioni.

Mi  limito pertanto ad una analisi non certo esaustiva  dell'argomento

 

Le carratteritiche  essenziali dei compensi corrisposti a soggetti dilettanti, a cui pare faccia riferimento la mail, sono:

- L'oggetto della prestazione: deve esser  lo svolgimento di prestazioni nell'esercizio diretto di attività sportive;

soggetti interessati sono:  atleti,  allenatori,istruttori, preparatori a atletici, tecnici, arbitri, giudici di gara, dirigenti dell'associazione o della società sportiva; ( Tutti soggetti rigorosamente dilettanti)

- le somme eventualmente corrisposte sono essenzialmente:

- indennità di trasferta;rimborsi forfetari di spesa; premi; altri compensi.

 

Tali somme godono di agevolazioni fiscali  ai sensi degli art.67 e 69 tuir  edell'art.25 della legge 133 del 1999.

(in particolare i compensi, i rimborsi forfetari, i premi e le indennità di cui all'art 67. lettera m del TUIR non corrono alla formazione del reddito

del percettore fino all'ammontare complessivo annuo di € 7500) ( il limite riguarda la somma di tutti gli importi della stessa natura percepiti nell'anno dal soggetto).

Superato detto importo(€ 7500)  l'ASD dovrà operare sulle somme corrisposte una ritenuta ( d'imposta fino alla concorrnza di  € 28158,28; d'acconto oltre tale importo); è pertanto necessario che il percettore comunichi il superamento delle soglie all'  ASD.

 

Le stesse somme godono anche  dell'esenzione contributiva INPS o ENPALS ; le soglie di esenzione in questo caso  non sono però precisamente definite come per l'agevolazione fiscale . In ogni caso l'argomento dell'assoggettamento a contribuzione dei compensi erogati dalle ASD, come Lei ben conosce, è complesso per non dire complicato e non può essere esaurito in questa sede.

 

In ultimo per completezza si evidenzia che ai collaboratori oltre ai compensi sopra evidenziati  possono essere corrisposte somme  a titolo di rimborso

per spese documentate:

- rimborsi in forma analitica  o a piè di lista;

-rimborsi per indennità chilometriche;  

(  queste somme devono essere esplicitamente autorizzate  e puntualmente documentate)

 

Sono a disposizione per ogni chiarimento

 

un saluto cordiale

 

Roberto Mignone

 

 

 

<< Torna indietro